Facciamo un po’ di chiarezza sul “decreto rideterminazione compenso per copia privata”.
I FATTI
Il decreto viene firmato dal Ministro per i beni culturali Sandro Bondi il 14/01/2010 e prevede una tassa su tutti i dispositivi dotati di unità di archiviazione di massa con l’intento di trovare “un punto di equilibrio tra il riconoscimento del compenso che è dovuto a chi crea opere dell’ingegno e le esigenze, altrettanto importanti, degli utenti e del settore dell’innovazione e sviluppo tecnologico” (fonte).
Qualcosa di simile esisteva già, il famoso “equo compenso”, ed obbliga i produttori a pagare una tassa sui dispositivi che potranno essere utilizzati per riprodurre materiale protetto da diritto d’autore.
La tassa veniva applicata per ora solo a CD/DVD vergini e masterizzatori, ma questo decreto lo estende anche a tutti i supporti di memoria (come penne USB, hard disk, memorie esterne…).
Il prezzo è di per se irrisorio, si parla di 90 centesimi su ogni cellulare e una cifra proporzionale alla capacità per le altre memorie.
I PRODUTTORI
Molti produttori si sono già espressi in materia, infatti Nokia, attraverso Alessandro Mondini Branzi (amministratore delegato Nokia Italia) dichiara:
Una tassa ‘’iniqua e ingiustificata’’: questa la posizione di Nokia sul decreto del Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali. ‘’L’approvazione del decreto ci lascia assolutamente sconcertati’’, afferma in una nota Alessandro Mondini Branzi Amministratore delegato di Nokia Italia, aggiungendo che ‘’Nokia crede fermamente che l’imposizione di questa tassa sulla copia privata sia iniqua e ingiustificata’’.
‘’L’ascolto di musica – sottolinea l’ad di Nokia Italia – e’ solo una delle tante funzioni disponibili sul telefono cellulare, il cui contenuto e’ solitamente acquistato legalmente dal consumatore che pertanto ha gia’ completamente pagato i diritti d’autore’’. Secondo il primo produttore mondiale di telefonini, imporre una nuova tassa sui telefoni cellulari costringe quindi i consumatori a pagare due volte per lo stesso contenuto.
‘’Nokia – conclude Branzi – crede che non sussista un fondamento legale o una base razionale alla tassa sulla copia privata applicata ai telefoni secondo quanto previsto dalla direttiva europea sulla copia privata’’.
Mentre Apple ha già aumentato i prezzi dei suoi prodotti, facendo ricadere così la tassa sui consumatori
gli aumenti vanno dai 3 euro per i macbook fino ai 17 euro per qualche modello di iPod.
LA SIAE
Ma la SIAE dichiara di non essere ancora completamente soddisfatta e scrive :
“La Siae, non può essere pienamente soddisfatta dei livelli di compenso che il decreto oggi fissa, non ritenendolo ancora pienamente ‘equo’, pur se si comprende l’esigenza – espressa nel comunicato del Ministero – di individuare un punto di equilibrio tra le parti. L’Ente offre quindi, sin d’ora, la massima disponibilità alla partecipazione fattiva al Tavolo di lavoro che verrà istituito. Deve esprimersi comunque grande soddisfazione per la restituita dignità a chi crea e a chi lavora e investe nel settore dei contenuti culturali”.
ALCUNE RIFLESSIONI
Dopo avervi riportato queste citazioni e questi dati voglio proporvi due riflessioni sulle quali mi sono soffermato e che mi hanno spinto a scrivere questo post.
Mi ha particolarmente colpito la riflessione di Guidalberto Guidi (presidente di Confindustria Anie):
Questo decreto introduce un meccanismo perverso che fa crescere la tassa in ragione delle performance dell`apparecchio e incide, in definitiva, esponenzialmente sul prezzo dei prodotti. È, a quanto ci risulta, l`unico esempio al mondo di penalizzazione dell`innovazione”.
Non credo vada commentata oltre.
Spostando l’attenzione sull’aspetto più “legale” della faccenda non capisco come mai io debba pagare lo stesso contenuto due volte.
Se acquisto un contenuto tramite uno dei servizi (iTunes docet) già pago completamente i diritti d’autore, quindi perchè pagare anche una tassa sul dispositivo che lo riproduce?
Aspetto i vostri commenti!



Fare questo è un’ignominia, fare questo sotto elezioni è autodistruzione!!
sono d’accordo con Giacomo, il PDL vuole proprio farsi del male. Chi lo dice che una persona con il mercato libero, non vada a ordinare in germania tanto per fare un esempio? Ci stanno benissimo le spese di spedizione nella tassa e ancora ci si guadagna. Dispiace dirlo, ma in un momento in cui l’Italia non sta bene in fatto di economia, obbligare la gente a comperare all’estero è davvero come darsi la zappa sui piedi. Complimenti a Bondi, un vero GENIO…
Se si trattasse veramente di ‘equo compenso’ per la copia privata dovrebbe essere applicato al supporto originale…..io compro un’opera coperta da diritto d’autore e pago preventivamente per potermi fare una copia…poco simpatico ma comunque più comprensibile e credibile. Così invece è solo un tentativo di “fare cassa” che incentiverà gli acquisti oltre confine.
@wuise a dirla tutta tutta sarebbe, ehm, colpa di Sandro, in primis http://bit.ly/c090tT